Occhi senza parole

Da dove mi trovavo, qualcosa di sottile cominciò a cambiare nella folla, in particolare tra gli altri motociclisti. Ci fu uno scambio silenzioso di sguardi, acuti e carichi di significato. I loro occhi saettarono tra il duo chiassoso e il camionista silenzioso, come se si stessero avvertendo a vicenda in silenzio. Non ci volle molto per capire che qualcosa non andava. Questi non erano più semplici curiosi; erano motociclisti esperti che sembravano riconoscere qualcosa che gli altri non coglievano. La loro preoccupazione non era rumorosa, ma era inequivocabilmente presente.

I loro sguardi erano più che semplici curiosi: erano cauti. Si poteva vedere il peso della conoscenza dietro i loro occhi, una tensione che tirava i loro tratti come se si stessero preparando a qualcosa che solo loro capivano. Nel frattempo, Jake e Travis continuavano con le loro frecciatine, giocando ancora per quello che credevano fosse un pubblico divertito. Ma nessuno stava ridendo. Sentii la mia curiosità accendersi bruscamente. Qualunque cosa stesse succedendo, dovevo saperlo, e mi ritrovai a sporgermi più vicino, cercando di cogliere ogni dettaglio.

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